Chiesa_e_Territorio - Parrocchia S.Clemente

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LaChiesa

TERRITORIO PARROCCHIALE


I confini parrocchiali di S. Clemente sono stati soggetti a continue revisioni in dipendenza della evoluzione edilizia e demografica della città e del conseguente sorgere delle nuove parrocchie di S. Nicolò dell'Arcivescovado, S. Marta, Consolata. Gli attuali limiti sono segnati dalle vie: a Sud Via dei Mille, dalla Via Luciano Manara a Via Brescia, Via Bergamo, Via Catania, Via Sardegna, Via Arte della Stampa, Via G. Spiro, Via Pietro Brea, Salita villa Contino con Messina due, Viale Europa fino all'imbocco della salita Monte Santo, Petrazza, proseguono con la cinta dei quartieri militari fino a Via S. Cecilia con il tratto di Via C. Battisti fino all'incrocio con Via L. Manara.


LA CHIESA  


Il complesso Parrocchiale di S. Clemente, Chiesa, Casa Canonica e locali annessi è molto vasto, estendendosi per metri quadrati 1.608,53 ed occupando i comparti 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dell'isolato 75; confina con il restante comparto dell'isolato e con le vie Ghibellina, Citarella (già via Trento) e Centonze.
L'area fu acquistata da S.E. M. Angelo Paino , arcivescovo di Messina dal 1923 al 1963, con atto 10 giugno 1930 rogato dall'Intendente di Finanza Leoni e registrato 1'8 ottobre 1931 al n.1299; vi intervennero il Demanio dello Stato, l'Amministrazione dei Lavori Pubblici e il Comune di Messina. Col medesimo atto l'Arcivescovo acquistò altre aree e precisamente parte dell'is. 508 per la costruzione della Chiesa Parrocchiale S. Maria dell'Arco, l'is. 29 per la costruzione della Casa per i figli dei Carcerati, divenuta in seguito Istituto Don Orione, e l'isolato 177, per la costruzione della Chiesa di S. Andrea Avellino. Il prezzo pagato per tutte queste aree fu di L. 381.374.

Dati strutturali e architettonici

Il complesso parrocchiale, formato dalla chiesa e dai locali annessi,copre la superficie di metri quadrati 1306, mentre 302 metri quadrati sono scoperti.
La chiesa occupa 610 metri quadrati ed è a tre navate disposte parallelamente a via Citarella. Sul prospetto principale, in via Centonze, si colloca un pronao alto m. 9,75 a cui si accede attraverso una scalinata alta m. 1,15. L'architetto volle questo pronao perché, arretrando la chiesa di 4 metri, quanta è la sua larghezza ha potuto dare ad essa una altezza maggiore: difatti la sede stradale è larga m. 13,50 e, secondo la legge allora vigente, l'edificio non avrebbe potuto superare una uguale altezza, mentre con l'arretramento operato si sono potuti raggiungere i m. 17,30.
Il progetto è stato eseguito dall'ing. Santo Buscemi ed è stato approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con voto n. 543 del 12 marzo 1931.
Le strutture portanti, sia della chiesa che dell'edificio annesso, sono costituite da solide intelaiature di pilastri e travi in cemento armato, e così pure le solette. Sul partito architettonico così si esprime il progettista nella relazione illustrativa:
L'architettura della Chiesa è ispirata ai modelli romani del '500 con profilature e sagome di intonazione moderna. Essa presenta maggiore fastigio per movimento di masse e per rilievo decorativo nella facciata principale, mentre nel prospetto laterale e in quello posteriore prevale il concetto di una decorosa sobrietà, realizzata mediante lesene e riquadri con corrispondenti movimenti planimetrici di qualche entità. Nel campanile, ispirato anch'esso ai modelli del '500, si è realizzata una profilatura alquanto slanciata sopraelevantesi sensibilmente sulle linee di gronde della chiesa, dalle quali si distacca completamente. Il prospetto principale del corpo di edificio annesso alla chiesa risponde a una concezione architettonica che armonizza nello stile con la facciata principale della chiesa stessa e che per la sua sobrietà di linee e semplicità decorativa ne fa spiccare la imponente mole.
Lo sviluppo architettonico dell' interno della chiesa e il corrispondente partito decorativo sono ispirati anch'essi allo stile del '500; i1 pavimento a grandi riquadri, i soffitti piani in legno incassettonati, la soprastruttura decorativa delle arcate e degli altari rispondono a un unico criterio stilistico che non si scosta dalle esigenze di austerità connesse alla destinazione del costruendo edificio"..
Si deve notate, però, che il soffitto, all'atto esecutivo, anziché in legno fu realizzato in cemento e pitturato in finto legno.
Successivamente l'interno fu completato con alcuni medaglioni, opera del pittore Tore Calabrò, raffiguranti gli Apostoli, lungo le pareti della navata centrale.
La costruzione fu eseguita dalla ditta Fratelli Cardillo con inizio al 1° novembre 1933 e ultimazione al 31 dicembre 1936.
Il costo complessivo dell'opera fu di L. 876.139,02 coperto completamente dal sussidio concesso dallo Stato ai sensi della convenzione 30 marzo 1928   con decreto del 13 ottobre 1933 n. 26774, reg. alla Corte dei conti il 27 ottobre 1933.


Ristrutturazione

Negli anni 1989-90 la Chiesa è stata radicalmente ristrutturata grazie a due cantieri di lavoro ottenuti da p. Francesco Montenegro e un Lavoro pubblico richiesto alla Regione siciliana da p.Luigi La Rosa. Anzitutto è stata ristrutturata la chiesa con la realizzazione dell'altare "coram populo",  la sede del presbiterio, l'ambone, la base del cero pasquale, le due cappelle del battistero e del Santissimo. Per ben due volte è stato rifatto l'impianto microfonico e quello attuale funziona egregiamente. E' stato rifatto anche l'impianto elettrico secondo norma di legge.
I medaglioni sono stati asportati per dare più slancio alle colonne, le cui basi sono state rivestite con marmo bianco. Parte del pavimento è stato rifatto sostituendo le lastre di marmo consumate. Il soffitto è stato ripitturato. Alla fine degli anni novanta una forte infiltrazione d'acqua, causata da danni seri al tetto della Chiesa, ha rovinato nuovamente il soffitto, che attualmente è in attesa di un nuovo restauro, mentre il tetto è stato rifatto e impermeabilizzato (anno 2000-2001).
Entrando dalla porta principale, si trova sulla sinistra il confessionale, costituito da un sedile e un inginocchiatoio, che ricevono una certa solennità dalla parete lignea ad organo a canne, che fa da sfondo e ripete il disegno della cappella del Santissimo e del battistero.


 
16/06/2018
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